Mes nuits

December 11, 2007

Silent Night

Filed under: London, musica — maud @ 5:01 pm

Questo Natale, nel suo minaccioso appropinquarsi, sembra portare con se una strana frenesia che traspare in ogni dove: i manifesti in metropolitana, la ressa degli shoppers, quel tizio che ho visto aggirarsi con aria spaurita tra gli scaffali di un negozio colmi di oggettistica decorata a stampe floreali, degna della più devota casalinga vittoriana. E’ il rush finale, il preludio ai giorni di stremata quiete che ne seguiranno, al tipico torpore frutto di una digestione pesante. Tutto ora si muove alla volta di una direzione precisa, di uno scopo determinato, una specie di gigantesco sabato del villaggio – il sabato della metropoli. E’ necessario prepararsi per tempo, nulla può essere lasciato al caso, chi si ferma è perduto. Roba che il giorno di Natale si rischia di cadere in un fulmineo stato depressivo, tale è il contrasto con questi preparativi febbrili.
Una buona occasione, per quanto a tema natalizio anch’essa, per accantonare almeno un poco l’ansia da prestazione, è stato il concerto a cui ho avuto la grande fortuna di presenziare sabato scorso. La Union Chapel è una chiesa di Islington che organizza eventi, soprattutto concerti, i proventi dei quali vengono devoluti alle attività di restauro e ad alcuni progetti a favore dei senzatetto. L’acustica è meravigliosa, la scelta delle band tutt’altro che scontata. Domenica suonavano quattro gruppi, in un commovente crescendo di bellezza ed intensità.
Ad aprire la serata Emmy The Great, una giovanissima cino-inglese originaria di Hong-Kong il cui folk devo ammettere non mi ha particolarmente esaltata. Diciamo che è stata spazzata via da ciò che è venuto dopo.
A seguire, udite udite, il buon Alasdair Roberts, magrissimo e altissimo, tutto un po’ storto, con questo suo folk britannico di altri tempi, un menestrello medioevale con accenni psichedelici e storie tristissime.
Quindi è stata la volta dei Mountain Goats. Di loro ho già trattato ed in questa sede posso solo aggiungere che John Darnielle è davvero simpaticissimo e la loro performance è stata divertente e a livello delle mie aspettative.
Poi è arrivato Micah. La sua musica ha accompagnato il mio scorso inverno e per due volte ho avuto il privilegio di vederlo suonare al Bronson. Sapevo che sarebbe stato grande, ma non potevo stimare quanto. Ci ha regalato una performance intensissima, la profondità della sua voce ulteriormente esaltata dalla splendida acustica della chiesa. E mentre lo riascoltavo dopo tanti mesi, un anno, per un momento mi sono trovata davanti al palco di legno marrone del Bronson, e più che un anno me ne sembrano trascorsi dieci, e mi mancano parecchie cose, e porcavacca qua fa un freddo cane anche se oramai sono avezza, e cosa ne sarà di me, ed è possible invecchiare così tanto rimanendo comunque maledettamente stupidi? Beh, considerazioni personali a parte, la sua cover di Silent Night è stata così bella, valutando quanto mi possa fare schifo la versione originale, che mi sono sorpresa a pensare a quanto questo ragazzino sia stato graziato dal fato, con le sue sorprendenti doti canore e le sue capacità performative nettamente sopra la media.
E’ stata una serata fuori dall’ordinario anche per lui, perchè al termine del concerto ha chiesto alla sua ragazza di sposarlo. Se lei non si è suicidata subito dopo per la vergogna direi che entrambi si ricorderanno della Union Chapel per parecchio tempo. E anch’io.

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