Mes nuits

January 22, 2008

It’s alright ma (I’m only bleeding)

Filed under: London — maud @ 10:38 pm

Lido Adriano – 2004

Oggi sono riuscita ad aprire un conto in banca. La notizia parrebbe priva di interesse, e di fatto probabilmente lo è. Ma il sudore da me versato per compiere tale banale operazione fa assumere all’evento proporzioni epiche. La documentazione richiesta ad attestato delle mia identità nonchè residenza mi potrebbe garantire l’acquisizione di un pass per entrare a Buckingam Palace. Innanzitutto la carta d’identità, che da anni mi consente di superare indisturbata i controlli anti-terrorismo in areoporto, nella fatidica banca non è sufficiente. Ci vuole il passaporto. A dimostrazione della mia residenza non basta una copia del contratto d’affitto poichè potrebbe essere un falso, è necessaria una bolletta (che ovviamente non posso avere in quanto non possiedo un conto in banca) oppure una serie di strani documenti di complessa reperibilità. Mi domando per quale ragione un povero cristo come me dovrebbe mentire in merito al proprio indirizzo, considerato che non sta chiedendo un prestito e che comunque anche una bolletta da un milione di sterline non gli impedirebbe di dileguarsi in caso di effettiva malafede. Non capisco.
Vado dapprima nella filiale più vicina al mio ufficio, in centro che più centro non si può. In centrissimo. Ascensore fantascientifico e lusso, un po’ posticcio per dirla tutta, in ogni dove. Mi consegnano un simpatico bigliettino e mi dicono di rivolgermi ad un tizio. Mi accompagnano all’ascensore di cui sopra. Mi si presenta questo ragazzotto con capello rasato fino a metà zucca, ed il rimanente scalpo foggiato a mo’ di cornetti protesi in avanti tramite l’ausilio di qualche quintalata di gel. La zona rasata peraltro presenta una serie di non meglio definibili disegni geometrici.
Il tipo possiede uno smagliante ufficio privato e mi propone con un sorriso a duecento denti il conto più costoso di tutta la banca, sebbene io sia perfettamente consapevole dell’esistenza di un equivalente gratuito che fa esattamente al caso mio. Gli dico che la carta di credito non la voglio perchè ce l’ho già. Sgrana gli occhi, e mi chiede se sono disposta a pagare fior di quattrini per trasferire i miei denari dalla terra di Albione allo stivale di Mastella ogni qual volta ho la necessità di utilizzare la carta di credito. Penso ‘fatti i cazzi tuoi’ ma rispondo con un sorriso sprezzante che in Italia ho denaro sufficiente per questo e ben altro (clamorosamente falso). Poi mi ricordo che ha in mano il mio estratto conto che, per quanto vergato in lingua italiana, sfoggia un incontrovertibile saldo finale non particolarmente sfavillante. Ops. A quel punto scatta la seconda proposta, il fantasmagorico conto destinato agli stranieri, più economico e che ti garantisce tutta una serie di servizi di cui non ho alcun bisogno, anche perchè non mi sono trasferita qua dal Congo. E’ giunto il momento di giocare le mie carte, e gli menziono il mitico conto basic, quello gratuito. Lui quasi scoppia a ridere e si dimena sulla sedia (l’unica cosa assolutamente granitica è la sua capigliatura), e mi dice che se proprio, ma proprio proprio, voglio lanciarmi nel fetido mondo dei conti gratuiti, devo essere preparata al peggio. Il bancomat di cui verrei dotata pare sia un’immonda ciofeca, utile solo per grattare via dalla suola di uno scarpone la merda del cane del vicino di casa. Comincio a preoccuparmi, sarei quasi per cedere, ma in ogni caso non posso aprire alcun conto perchè ancora mi manca la fantasmagorica documentazione richiesta per provare che il mio bancomat è stato inviato all’indirizzo di casa giusto. Ovviamente più il conto è costoso meno documentazione viene richiesta.
Me ne vado, e decido che proverò a rivolgermi alla filiale fricchettona di Finsbury Park, a dieci minuti da casa mia.
Questa mattina mi sveglio di buon ora e per prima cosa scopro che la banca suddetta apre tutti i giorni alle 9 tranne il martedì. Perchè il martedì apre alle 9.30. Mi gingillo in giro per casa fino alle 9.15, pensando che probabilmente tutto questo non porterà a nulla per il semplice motivo che verrò licenziata a causa dell’orribile ritardo.
Arrivo alla filiale e mi metto in fila insieme agli altri fuori dalle porte ancora chiuse. Un’occhiata alla clientela mi consente di tirare un sospiro di sollievo: a parte il gigante con i capelli rossi in prima fila mi trovo in mezzo ad un gruppo multietnico dall’abbigliamento dimesso. Penso che se loro sono riusciti a divenire clienti forse posso farcela anch’io.
Ovviamente le carte che ho con me non sono sufficienti, ma alla vista dell’attacco di sconforto che mi coglie gli impiegati mi soccorrono con grande gentilezza e mi mostrano un foglio con un elenco ben ampio di possibilità: non ho un nessuno di quei cazzo di documenti, i tre quarti nemmeno capisco cosa sono, ma improvvisamente scorgo un titolo familiare e la mia mente torna ad un foglio che stalleggia da giorni sulla mia scrivania. Ce l’ho, quello ce l’ho!!!
Ripercorro il chilometro e mezzo abbondante che mi separa da casa, arraffo il magico foglio, torno velocissima in Seven Sisters Road e mi si aprono le porte del paradiso…

Dunque, per ora ho un paio di case a Bastioni Gran Sasso e prevedo di acquistare un albergo a Vicolo Stretto, niente lussi ma non mi posso lamentare. Se continua così, e se non pesco una carta sfigata dagli Imprevisti, tra poco dovrei riuscire a riportare il numero dei miei problemi ad un’unità di grandezza paragonabile a quella antecedente la mia partenza dall’Italia.

Listening to: Bob Dylan – Bringing It All Back Home

7 Comments »

  1. (rido)

    (…e molto)

    Comment by borguez — January 23, 2008 @ 9:50 am

  2. che bello che hai ricominciato a scrivere!!

    hai ricevuto la mia mail?

    Comment by gagarin — January 23, 2008 @ 12:03 pm

  3. bentornata in rete.
    qui è caduto il governo, ma mi pare di capire che lì non si stia molto meglio.

    Comment by mr.crown — January 25, 2008 @ 1:36 am

  4. io le banche le manderei tutte affanculo, e senza passare dal VIA! :)

    Comment by diego — January 25, 2008 @ 1:03 pm

  5. Cacchio non ho pensato di segnalarti il concerto delle Client di ieri sera al Revue Bar di Soho. In compenso ti segnalo un altro appuntamento, seppur meno mondano. Se non hai altro da fare venerdì 1st Feb si festeggia la mia partenza per il Bahrain al Hide Bar (http://www.thehidebar.com/find.htm, close to Tower Bridge, south direction) dalle 8 pm in poi.
    (Poi magari ti faccio conoscere mio fratello che lavora per una banca della city…:o) )

    Comment by Loaded — January 28, 2008 @ 3:05 pm

  6. … ieri… in realtà il concerto c’è stato giovedì scorso…. è che con la testa mi sono già su un fuso orario differente…

    Comment by Loaded — January 28, 2008 @ 3:07 pm

  7. borguez, adesso rido anch’io, ma dovevi vedermi! l’impiegato della filiale di Finsbury Park mi ha chiesto scusa mille volte, quando ha visto quant’ero agitata!

    gagarin, attendo buone nuove…

    mr crown, nulla mi sembra peggio del governo italiano, almeno fino a quando si resta entro i confini europei… che tristezza…

    diego, lo farei volentieri anch’io!

    loaded, come avrai visto non sono riuscita a venire, ero ad una festa di compleanno in zona Brick Lane… ma caspita, tu sei sempre in viaggio!!!

    Comment by maud — February 6, 2008 @ 9:40 pm


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